venerdì 9 giugno 2017

TOPGRUNGE: "TEN", LA SVOLTA DI SEATTLE


La copertina estesa di Ten
Abbiamo avviato questa rubrica con Superunknown dei Soundgarden in memoria del defunto Chris Cornell, e oggi noi del Musichiere vogliamo parlarvi dell'opera della band di uno dei più cari amici dello stesso Cornell: Eddie Vedder, con il quale ha collaborato nei Temple of the Dog, e di un album che segue la stessa onda per tematiche e sonorità. Il disco è Ten, album di debutto della band di Seattle Pearl Jam.

Nel pieno della rivoluzione fomentata dai Nirvana, spunta un disco che, pur conservando il marciume e la torbidezza del grunge, contiene suoni e fraseggi più aperti all'esterno, discostati dalle influenze punk tipiche del genere. L'album parte con il botto del brano Once che, ascoltando il disco fino alla fine, sembra la continuazione della delicata Release. I temi trattati nel disco sono quasi analoghi a quelli del successivo Superunknown di cui abbiamo parlato nell'uscita precedente, ovvero depressione, suicidio, solitudine, criminalità.
La sintesi di tutto il disco è in Jeremy, che parla di un ragazzino che si suicida davanti ai suoi compagni di classe in quanto incompreso da tutti, famiglia in primis (probabilmente era un compagno di classe dello stesso Vedder).
Le storie narrate nell'album sono storie di vita quotidiana americana, ed il brano per eccellenza di questo disco è Alive, probabilmente un racconto autobiografico di Eddie Vedder, il quale non ha avuto modo di conoscere bene il suo padre biologico morto prematuramente: il brano, infatti, parla proprio di questo. L'assolo di Alive è a mio avviso uno dei più belli della storia: la chitarra di Mike McCready sembra essere la vera voce narrante della triste vicenda, resa ancor più malinconica dall'uso regolare del pedale cry baby. Il brano presenta sfumature tipiche del rock più classico e tradizionale: non è un caso se le fonti di ispirazione di tutti i membri sono Led Zeppelin, Hendrix, Doors e chi più ne ha più ne metta. 

Il disco è alla portata di tutti, chiunque può ascoltarlo e apprezzarne la magia, una pietra miliare che la rivista Rolling Stone ha inserito in una classifica di 500 dischi tra i migliori della storia. Ascoltare per credere!

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