martedì 6 giugno 2017

GOMMA, un nome al quale ci dovremo abituare


fonte immagine: pagina facebook dei Gomma
Da parecchio tempo a questa parte, avevo smesso di seguire e addirittura di cercare gruppi o cantanti emergenti della scena italiana. Perché? Perché non lo so, nella maggior parte dei casi ascoltavo due canzoni e m'annoiavo già, rimanevo deluso, insomma. E ho continuato a seguire solo quegli artisti che già conoscevo da qualche tempo e che mi avevano convinto (su tutti Le Strisce o il Management del dolore post-operatorio), tralasciando l'ondata indie pop dell'ultimo anno e ascoltando più i Baustelle che i Cani, o Motta, o boh. L'eccezione sono stati i Gomma. Mesi fa li avevo scoperti, ascoltati distrattamente e quasi dimenticati. Ma una vocina insistente mi ha portato, nelle ultime settimane, ad ascoltare e riascoltare le loro canzoni. Ne ho tratto qualche conclusione, e mi trovo a scriverne.

I Gomma sono nati da circa un anno, non molto di più, e riscuotono già consensi che in un lasso di tempo del genere sono più che invidiabili, soprattutto sei fai rock e vivi in Italia. E soprattutto se l'età media del gruppo è di poco più alta dei vent'anni (Ilaria, la cantante, ne ha 18!). E ancora, soprattutto se l'unica uscita discografica della band dura 21 minuti. Un fenomeno impossibile da ignorare, insomma.
Il quartetto di Caserta (Ilaria alla voce, Giovanni alla chitarra, Matteo al basso e Paolo alla batteria), propone un mood coraggiosamente aspro e graffiante per la scena odierna, un mood sì rockettaro e casinista, ma permeato di un'introspezione in un certo modo malinconia, o per meglio dire, molto molto diretta: la avverti per forza, e capisci che fa la differenza.
Toska, il primo album (o EP, francamente non l'ho capito) dei Gomma pubblicato dalla V4V records, è un concentrato di arrangiamenti spontanei ma intelligenti, dal sapore quasi post-rock, emo-core e, perché no, vagamente psichedelico. Gli strumenti suonano con convinzione, catturano senza essere troppo elaborati, fanno il loro lavoro e penetrano qualsiasi difesa sonora senza che ce ne si accorga. Ilaria recita, urla, canta, in sostanza si esprime con dirompenza. E va a colpo sicuro, non la puoi ignorare. Ha anche i capelli rasati, che danno un aspetto punk alla sua aria da (esiste nel vocabolario?) frontwoman sbarazzina.
I Gomma spaccano già un po', questo è certo, ma in particolare promettono tanto. Hanno tutte le carte in regola per essere il gruppo rock italiano e giovane che manca all'Italia (o forse solo a me), e inoltre hanno già un certo successo, hanno destato parecchio interesse nel giro di un solo anno, e suonano tanto in giro. Pochi, giorni fa, sono stati al MI AMI festival di Milano, e sono tuttora impegnati in una serie di date estive.

Gomma è una realtà che non riesco ad immaginare se non in espansione e crescita, musicalmente e tutto il resto. Quindi sì, ascoltate le loro canzoni, teneteli d'occhio e abituatevi a sentire il loro nome.

La copertina di Toska

Nessun commento:

Posta un commento