domenica 18 giugno 2017

Tutti felici di vivere male con il management del dolore post-operatorio


foto di Giuseppe Cascella photographer
Il management del dolore post-operatorio è impegnato nella fase estiva del "Un incubo stupendo tour". Gli abruzzesi hanno fatto tappa all'Eremo club di Molfetta lo scorso venerdì, e noi c'eravamo: prima fila, bella compagnia, e tanta voglia di vedere dal vivo una di quelle poche realtà musicali italiane che rappresenta qualcosa di vero. Baldoria, euforia e tanto sudore sono stati i maggiori protagonisti dell'evento, una speciale serata di follia resa possibile grazie un grande ed umile gruppo di giovani ragazzi.

Sebbene non abbia particolarmente apprezzato il quarto ed ultimo album della band nella sua interezza (Un incubo stupendo, per l'appunto, e mi sono ricreduto alla grande!), l'entusiasmo era alto: impossibile non aspettarsi divertimento e belle cose dal casinista Luca Romagnoli e dallo spirito rock e cazzuto del gruppo intero sul palco. Luci basse, effetti sonori simili ai rumori di una sala operatoria, la band entra, e siamo tutti gasati (e il locale fa sold-out). Luca Romagnoli e Marco Di Nardo (voce e chitarra, duo compositivo del gruppo), accompagnati da IMURI (Lorenzo Castagna alla chitarra, Antonio Atella al basso e Valerio Pompei alla batteria) ci hanno regalato due ore di adrenalina, sincerità e poesia. Ciò che ha reso questo concerto davvero speciale è l'aver percepito, costantemente, la sublime sensazione di voler far baldoria, tutto grazie ad una lineare performance in cui è stato impossibile captare alcun calo esecutivo. La scaletta ha attraversato tutti i dischi degli abruzzesi, soffermandosi maggiormente sul primo AUFF!! e sul nuovo Un incubo stupendo: due identità diverse, a sentire gli album, ma un'unica anima nei live. Traspare lo spirito immutabile e costante fin dagli esordi del gruppo, quello che vuole divertirsi e divertire, provocare, in sostanza mettere fuori l'interezza del sé. Ogni singolo brano diviene sul palco un inno vitale, un atto comunicativo imprescindibile rafforzato dai testi significativi e dal sound deciso dei musicisti: Il ventoVisto che te ne vai ed Esagerare sempre sono stati indimenticabili, Norman e le classiche Pornobisogno e AUFF!! hanno richiamato l'inevitabile pogo e la mia preferita Amore borghese mi ha portato non so dove (il pezzo è un mistero per me, una cosa che adoro senza capirla e di fatti la canzone d'amore più bella dopo quelle di Tenco).

Gli occhi erano tutti puntati sul frontman: Luca alterna la sua performance tra momenti di casino e adrenalina pura e attimi d'immedesimazione sbalorditiva. "Se siete qui a sentirci è perché avete dei problemi, come tutti noi" dice, e quando canta Il tempo delle cose inutili o Naufragando puoi sentirteli addosso quei problemi, puoi lasciarti andare all'empatia che te li fa scordare ed esorcizzare. È così, si viene a creare quel legame tra artisti e spettatori che solo il carisma sa creare, e tutti diventano uno. Vaffanculo alle paranoie, ai proibizionismi mentali e al papa: al centro di tutto c'è solo il divertimento, il primo passo di quella rivoluzione che forse si può provare a fare (laddove la si intende "non come un atto politico, ma come un atto poetico").
Insomma, un'esperienza preziosa e rara ai tempi di oggi, dove nessuno fa qualcosa perché gli piace o mettendoci la propria faccia per quella che è. Perché no, il management del dolore post-operatorio non ha mai leccato il culo a nessuno.
E per questo, a fine spettacolo, dovevo per forza abbracciare quell'eroe che è Luca Romagnoli, quel talentuoso autore in cui tanto io mi identifico. Una stima infinita per chi, in quest'epoca e in questo paese, ci mette ancora l'anima senza pensare ai soldi, sa voler bene al pubblico e altrettanto ne riceve. Venerdì 16, all'Eremo Club di Molfetta, ci si è sentiti tutti più umani, e al contempo tutti di meno.
Meno per la società e le apparenze, più per la musica e il puro amore.



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