COSA C'È DIETRO "NEVERMIND" DEI NIRVANA
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| Da sinistra: Dave Grohl (batteria), Kurt Cobain (voce e chitarra), Chris Novoselic (basso) |
Ci siamo lasciati con un articolo su Ten dei Pearl Jam: ebbene, nella stessa classifica di Rolling Stone sui 500 migliori album, figura al 17esimo posto il secondo lavoro in studio dei Nirvana, provenienti dallo stesso focolare di Seattle come i colleghi Soundgarden e Pearl Jam; li abbiamo citati in diversi contesti ed ora ve ne vogliamo parlare bene nel terzo episodio della nostra rubrica TopGrunge.
Siamo nel 1992, a Seattle il suolo vibra per le vie dei bassifondi grigi e marci della città, il grunge sta prendendo forma grazie a dei ragazzi che, sulle orme di altri artisti, danno vita a un sound se non innovativo di impatto, con ritornelli e cantati melodici tipici del rock più classico e del pop primordiale su una base strumentale tipica del punk più grezzo. Stiamo parlando della band di Kurt Cobain, che diventerà la nuova "rockstar maledetta" al pari di personaggi del calibro di Sid Vicious.
Molti hanno definito i suoni presenti in questo disco come "subacquei", e in effetti è vero: a mio avviso l'atmosfera "abissale" è ottima per delineare la realtà underground dei quartieri di Seattle in cui il movimento grunge ha preso vita. Pochi power chords suonati con una certa violenza intervallati da pochi spazi riservati alla pulizia, un cantato graffiato e delle atmosfere marce sono le caratteristiche di base del genere.
Il disco si apre sulle note di Smells like teen spirit, il brano più famoso della band. Abbiamo un giovanissimo Dave Grohl alla batteria per la prima volta con la band, che dà ancora più fomento alla frenesia del disco, e la voce di Kurt Cobain, così roca e aggressiva, sarà il cuore vibrante dell'album. Il disco contiene svariati brani che hanno segnato generazioni intere, quali Breed, Come as you are e tanti altri che segneranno, nel bene o nel male, la storia della musica cosiddetta alternativa. A Nevermind molti attribuiscono non tanto la paternità del genere, sulla quale ancora si discute, quanto la spinta verso l'alternative rock, in voga ancora oggi: quel che è certo è che è stata sicuramente la proverbiale goccia che ha fatto traboccare il vaso d'acqua torbida che è il grunge. L'altro elemento di novità a rompere le dissonanze e la violenza del primo album Bleach, oltre alle numerose parti pulite, sono le seconde voci introdotte con l'ingresso del nuovo batterista. Il disco si chiude con Something in the way, ma a quanto pare al momento della distribuzione Kurt si accorge che manca una traccia che verrà introdotta solo nelle ristampe successive: la traccia fantasma Endless, nameless, che partirà dopo 10 minuti di silenzio dalla fine di Something in the way.
I TESTI
Sulla natura dei testi c'è ben poco da dire. A quanto pare Kurt non ha mai dato molta importanza alla stesura e al senso dei testi: Smells like teen spirit, per esempio, nasce da una scritta lasciata sul muro dell'abitazione di Kurt da una sua amica che sosteneva appunto che il cantante puzzasse del deodorante di marca "Teen spirit".
Lo stesso non si può dire del brano Polly, il cui testo proviene da un articolo di giornale in cui c'era scritto di una ragazzina seviziata e violentata. Kurt ha scritto il testo immaginando la vicenda dagli occhi del criminale autore dello scempio.
GRAFICA E COPERTINA
La copertina raffigura un bambino che nuota seguendo un dollaro attaccato a un amo da pesca. Il bambino ritratto è Spencer Elden, che crescendo avrebbe coltivato una passione per un certo tipo di musica e che ha accettato di replicare l'immagine in pubertà ma a genitali coperti. Si discusse molto sulla censura di quell'immagine e Kurt di tutta risposta affermò che solo un pedofilo represso poteva essere infastidito dal pene di un bambino di 3 mesi. Il retro è una scimmia con uno zaino pieno di candelotti di dinamite: quale fosse il senso di questa figura pittoresca resta un enigma. All'interno ci sono abbozzi dei testi riscritti in forma di poesia, c'è anche un collage fatto dallo stesso Kurt con foto di carne cruda e infezioni vaginali all'interno del quale si dovrebbe scorgere un immagine dei Kiss. Tutto questo non può che essere il frutto di una mente controversa come quella di un personaggio come Kurt.
KURT COBAIN E IL CONTESTO STORICO
Consumo di droghe, nottate alcoliche, rock n'roll e vita sregolata sono il palcoscenico sul quale il grunge debutta. La spinta trasmessa da questo disco lo rende il manifesto del genere. Ma chi è stato Kurt Cobain? Parlare di Kurt come un puro cantautore è riduttivo, ciò che più lo ha reso celebre è stata la sua personalità ribelle ma bombardata da costanti tormenti interiori, messi fuori proprio con la sua musica così graffiante. È stato il portavoce di una generazione di bollenti spiriti che è ancora viva e presente nei più giovani: il fascino esercitato non è più quello del rivoluzionario woodstockiano, o dei capelli cotonati e dei colori sgargianti, della rockstar piena di anfibi e pelle fino al collo che allude a intricate storie amorose e avventure sentimentali dalla mattina alla sera. Le fiamme che escono dalle chitarre non hanno più effetto come negli anni '80, ora è la volta del bel tormentato e delle tematiche introspettive in cui le nuove generazioni tanto si rivedono.
Kurt si è tolto la vita all'età di 27 anni ed è entrato a far parte del club 27 diventando una vera e propria icona. In tutto questo marciume di cui vi parliamo dalla prima tappa di questa rubrica una cosa è certa: Kurt e la sua vita sregolata, così come il Kurt musicista resteranno sempre di moda, e influenzeranno ancora altre centinaia di generazioni.
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| La copertina di Nevermind |


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