lunedì 15 maggio 2017

PERCHÉ MARIANO DI VAIO HA FATTO UNA CANZONE?

 

Erano giorni che mi chiedevo perché mai Mariano Di Vaio avesse fatto una canzone se fino ad ora ha solo messo in mostra i suoi pettorali su Instagram. E solo guardando il videoclip e ascoltando la canzone ho saputo darmi una risposta.





Quando il proprio orario biologico funziona abbastanza male, sei costretto a dover trovare qualcosa da fare per un po' di ore mentre tutte le persone normali dormono.

Solitamente destreggio il mio cellulare tra Facebook, Instagram e streaming di partite NBA senza dimenticare mai YouTube. Sacra patria dell'intrattenimento negli anni 10 del ventunesimo secolo. Questa notte, dopo aver girato un po' i canali preferiti e visto un video di un tipo che taglia sabbia cinetica con un coltello che manco un macellaio, decido di dare uno sguardo alle tendenze. Non l'avessi mai fatto.

Chiariamo la situazione. Qualche giorno fa, nel gruppo WhatsApp con i miei amici avevo letto tra i vari messaggi che un blogger e modello quale Mariano Di Vaio ha deciso di spostarsi sul campo della musica dopo aver dominato migliaia di ragazze e donne grazie al suo fisico imponente e al suo sguardo travolgente. Ammetto di essere un grande amante del trash ma quando questo è fatto apposta (vedi Elio e le Storie Tese così come Bello Figo). Se le intenzioni sono serie, e presumo che nel caso di Di Vaio lo fossero, sono più propenso ad evitare l'ascolto per non iniziare a strapparmi le orecchie. E così ho resistito, non mi sono fatto prendere dalla curiosità e ho continuato a fare ciò che stavo facendo.

Però, appunto c'è un "però" e mi ricollego al discorso iniziale, vado a vedere cosa c'è di interessante tra le tendenze di YouTube ed eccolo lì. Boom. Sbattuto in faccia. Io contro lui. Mi è sembrata una sfida, quasi un affronto alla mia persona. Apro. Carica. Metto in pausa. Mi sistemo per bene perché voglio concentrarmi al massimo per giudicare di persona (per quanto possa valere il mio giudizio eh) la canzone di Mariano Di Vaio. "Wait for me", play.

I primi venti secondi sono: base dance (beh, non che mi aspettasi un assolo di chitarra) che mi ricorda i bei tempi di "Mr. Saxobeat" della straordinaria Alexandra Stan che ha fatto chissà quale fine dopo quella hit, spiaggia californiana, shorts e tavole da surf. Mi sembra nella norma.

Inizia la parte cantata e, sto per rivelare un aspetto che mi ha sorpreso ad essere sincero, Mariano sfoggia un inglese degno di essere chiamato tale. Il drop non è nulla di eccezionale ma neanche uno schifo. Il problema vero di questa canzone è che dura 2:47 ma già al termine del ritornello annoia. Perché dopo sostanzialmente c'è il nulla, è praticamente uguale alla prima parte. Per non parlare di quanto è monotono il video tra scene a rallentatore di ragazzi che ballano e lui a petto nudo che esce su balconi o entra/esce in/da auto cabriolet. Non dico che doveva esserci Kubrick a fare il video ma almeno un po' più di inventiva. Ah, tra le ripetizioni dimenticavo il mare con annesse onde, a rallentatore.

Passiamo al testo. Abbraccia, stringe e stritola quel bel luogo comune secondo cui la musica dance non ha contenuti testuali. "Wait for me" è di una banalità assurda, ma lo è così tanto che mi ricorda i tempi in cui provavo a scrivere testi ma avevo solo otto anni. Prima dice che lei è vicina ma lui è lontano (?), poi chiede di essere aspettato e sa che lei non vuole che lui vada via. Però lui, a quanto pare, è già lontano. Quindi qualcuno mi spieghi perché al termine della canzone le prega di restare. Ma se sei stato tu ad andartene? Ho problemi di comprendonio io o non so: quello che si capisce leggendo il testo è esattamente che lui è lontano nonostante lei non voglia che se ne vada. Trip.

Ecco, adesso uniamo la canzone al video. Non c'entrano assolutamente niente. Perché nel video sono tutti felici e danzanti se la canzone parla di lontananza? Oh, non chiedo tanto però, dai, dare un minimo segno che 'sti due non si trovano lo potevano dare. Non che questi invece sprizzano gioia da tutti i pori.

Tutto sommato, Mariano ha fatto una potenziale hit che in una serata seria non verrebbe mai mandata ma che farà parlare di lui su Instagram e da Barbara D'Urso. È personal branding, nulla di più. Quindi non stiamo a giudicare tanto gli aspetti seri della musica quanto il colpo mediatico che un influencer come lui è capace di dare. Parlare di Mariano Di Vaio e sentir parlare di Mariano Di Vaio: questo è il suo obiettivo. E io sono caduto nel suo tranello.

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