mercoledì 10 maggio 2017

ALTER BRIDGE: IL MERLO VOLA SULL'ITALIA


fonte immagine: pagina facebook ufficiale del gruppo
Dopo il boom di The last hero, ilquinto album in studio degli Alter Bridge, la band di Myles Kennedy e Mark Tremonti torna in Italia dopo nemmeno un annetto dalla data all'Unipol Arena (concerto che ovviamente non potevo perdermi), con due nuove date annunciate per il tour: il 5 luglio al Rock in Roma presso l'Ippodromo delle Capannelle e il 6 luglio a Milano all'Ippodromo Snai di San Siro.
Dai tempi del capolavoro Blackbird (album da ascoltare almeno una volta nella vita), la band statunitense ha creato intorno a sé un esercito di fans invidiabile e ha riscosso sempre più successo. Non c'è da meravigliarsi se i loro concerti sono ormai ambiti da molti ascoltatori medi e non. Nell'attesa, noi del Musichiere vogliamo fare due chiacchiere sulla band e sul loro ultimo album.

Il gruppo nasce a Orlando (Florida), nel 2004, dal terreno abbandonato  degli ormai finiti Creed. I quattro incontrano il cantante Myles Kennedy, già noto alle scene per essere il cantante di fiducia di Slash nei suoi progetti solisti (ahimè, a volte questo contatto intensivo con Slash ha contaminato un bel po' anche i lavori degli AB) e, per pochi appassionati, dei Mayfield Four. La band comincerà ad aumentare sempre più di grado e il duo Tremonti-Kennedy collezionerà diverse "medagliette d'oro"; Tremonti sarà in vetta alle classifiche dei migliori chitarristi al mondo, e Kennedy come uno dei migliori cantanti esistenti per estensione ed espressione (si rivelerà inoltre un ottimo chitarrista e autore). La band seguirà un percorso di crescita e raccoglierà tutti i tipi di fans, dalla ragazzina in tempesta ormonale al metallaro snob e altezzoso senza grosse esclusioni di colpi. Attualmente è una delle poche band esistenti in grado di spaziare da arpeggi strappa lacrime a riff martellanti, completa di tecnica e di sentimentalismi decadenti.

1) ONE DAY REMAINS -  Il primo album in studio della band che presenta ancora sonorità strappalacrime e smielate tra cui Broken wings, Open your eyes e In loving memory. I brani per coppiette non mancano, ma nemmeno quelli per chi ha rabbia repressa: basta ascoltare il brano Metallingus per assaporare quello che sta per diventare questa band. Il debutto ci sta alla grande!

2) BLACKBIRD - Alzate le mani, signori: se il primo album aveva i suoi punti bassi, questo è impeccabile. Myles Kennedy magicamente sfodera delle doti chitarristiche tenute represse dai tempi dei Mayfield Four, e Tremonti sembra far piangere e ridere la sua chitarra con assoli di un certo livello: non è un caso se l'assolo della title-track è stato inserito tra i migliori di sempre. Seppur più incazzati, mantengono la vena romantica e spirituale con ballate alla Watch over you e Before tomorrow comes. I brani contenuti in questo capolavoro sono perfetti da ascoltare in autostrada o passeggiando in riva al mare. È l'album in assoluto più versatile, in quanto ti fa gasare ma anche piangere, in un complesso molto variegato. I testi vanno dal più malinconico al più impegnato. come Rise today. Kennedy e Tremonti si dimostrano degli ottimi compositori, in grado di sfornare un disco alla portata di tutti.

3) AB III - Se volete piangere, questo disco fa per voi. I temi trattati sono più introspettivi e maturi: si va dalla paura della morte alla bellezza della vita in pezzi come Ghost of the days gone by e Wonderful life, con testi che sembrano davvero delle preghiere. In questo disco Kennedy si racconta nel più profondo del suo animo e Tremonti dà prova della sua genialità con accordature complesse e composizioni davvero innovative, arpeggi complessi, aperture da pelle d'oca, e nuove tecniche. Zio -Mark questa volta si concentra meno sugli assoli e più sui colori e le sfumature di ogni brano, senza scartare del tutto i riff rockeggianti che si ritrovano in pezzi come Slip to the void e Isolation . Un album da ascoltare in solitudine.

4) FORTRESS - Mettiamo da parte gli arpeggi e la malinconia. Con Fortress ci spostiamo in nuovi territori. Gli Alter Bridge si spingono davvero oltre i loro canoni, con riff oppressivi e furia distruttiva. La voce di Myles questa volta irrompe come un urlo di battaglia che si contrappone al "canto del merlo" dei lavori precedenti. Il disco presenta caratteristiche del tutto nuove nel repertorio della band, si parla di battaglie e calamità. Abbiamo una prevalenza di cavalcate come le famose Addicted to pain e Cry of Achilles. L'album presenta incursioni prog e brani di complessa elaborazione compositiva: ne sono l'emblema la title-track e Calm the fire che, a mio avviso, sono il cuore pulsante dell'album. Tremonti da il meglio di sé negli arrangiamenti e negli assoli, che qui sono davvero complessi. Tuttavia, il caro Mark per la prima volta non si limita a fare le seconde voci e a stuprare la sua Paul Reed Smith, bensì diventa la voce principale nel brano Waters rising. I nostri quattro amici non dimenticano tuttavia il romanticismo e il sentimentalismo, che restano però circoscritti in due soli brani: Lover e All ends well.
Gli AB non sono più quelli di una volta, ma sono arrivati alla loro forma perfetta, ravvisabile proprio in questo disco.

5) THE LAST HERO - Il 7 ottobre 2016 è uscito l'ultimo lavoro della band. Ricordo che l'estate scorsa, quando uscirono i primi due estratti Show me a leader e My champion, ne rimasi un po' deluso,non lo nego. Sono due brani di qualità, ma dopo l'estasi di Fortress mi aspettavo qualcosa di più esplosivo. Quando è uscito il disco mi sono ricreduto: The last hero è una vera bomba! Nonostante i temi di Fortress fossero più elaborati, quelli di The last hero sono più "seri". Si va dall'inquinamento alla politica, dalla politica alla guerra e a tutto ciò che è attuale. I riff sono anche qui delle martellate, le linee melodiche non lasciano spazio al mainstream (come sembrava nei primi due estratti). Molti, me compreso, hanno pensato che Myles si fosse lasciato influenzare troppo dal progetto con Slash, ma una volta ascoltato il disco intero, le cose cambiano! Ho visto eseguire i pezzi di The last hero dal vivo: è roba seria, gente, a luglio capirete.
Inoltre è risaputo che dal vivo i nostri AB sono impeccabili!
Stay tuned!

La locandina promozionale delle due date italiane

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