LIVE REPORT: I SUBLIMINAL FEAR PORTANO LA FIACCOLA DEL SUD NELLA CAPITALE
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| Una foto della serata al Planet live club fonte immagine: pagina fb ufficiale dei Subliminal Fear |
A distanza di due giorni dal live al planet club di Roma della band barlettana Subliminal Fear, live al quale ho avuto il piacere di assistere, mi concedo alcune righe per parlarvi di questa band che, come poche, emerge nella decadente - ahimè - scena musicale della nostra terra. Il 9 aprile 2017 i nostri Subliminal Fear sono accorsi ad aprire le danze alla band olandese Textures insieme ai Soulline. A distanza di qualche anno dall'uscita del loro ultimo album Escape from Leviathan, disco che vanta la collaborazione con personaggi del calibro di Jon Howard (Threat Signal, Arkea) e altri ancora, i nostri conterranei conquistano la caput mundi con la stessa violenza dei barbari secoli e secoli prima.
IL LIVE
La band è stata chiamata a scaldare le piste agli olandesi Textures. Il silenzio nel locale viene rotto dalle note di Phantoms or drones: con le luci di scena di un colore biancastro elettrico ci siamo ritrovati ingabbiati in una sorta di macchina del tempo diretta al futuro. Molti dei presenti non conoscevano le loro canzoni, ma sui loro volti si poteva facilmente scorgere un velo di stupore. Le pareti scure del locale bombardate dalle luci di scena creavano quell'atmosfera che si accoppiava perfettamente con la loro musica. Il concerto procede con quello che poteva essere paragonato ad uno stato di coma in cui si riesce a vedere cose fuori dal comune, come una sorta di trip oscuro ma al contempo eccitante. Il concerto si chiude con la turbolenta Self proclaimed gods che, ascoltata coi giusti presupposti, fa raggiungere la giusta elevazione per poter spiccare il volo. Insomma, i Textures possono raccontare di aver trovato le piste non scaldate, ma del tutto carbonizzate, e non possono che esserne fieri.
La band è stata chiamata a scaldare le piste agli olandesi Textures. Il silenzio nel locale viene rotto dalle note di Phantoms or drones: con le luci di scena di un colore biancastro elettrico ci siamo ritrovati ingabbiati in una sorta di macchina del tempo diretta al futuro. Molti dei presenti non conoscevano le loro canzoni, ma sui loro volti si poteva facilmente scorgere un velo di stupore. Le pareti scure del locale bombardate dalle luci di scena creavano quell'atmosfera che si accoppiava perfettamente con la loro musica. Il concerto procede con quello che poteva essere paragonato ad uno stato di coma in cui si riesce a vedere cose fuori dal comune, come una sorta di trip oscuro ma al contempo eccitante. Il concerto si chiude con la turbolenta Self proclaimed gods che, ascoltata coi giusti presupposti, fa raggiungere la giusta elevazione per poter spiccare il volo. Insomma, i Textures possono raccontare di aver trovato le piste non scaldate, ma del tutto carbonizzate, e non possono che esserne fieri.
L'ALBUM
Escape from Leviathan è la terza incisione in studio della band. L'album presenta atmosfere distopiche e futuristiche dalle sfumature cupe, ma allo stesso tempo ogni brano è in grado di regalare una carica non indifferente: già dal primo ascolto ci si sente catapultati in Metropolis di Fritz Lang. I tappeti elettronici fanno da terreno fertile per riff precisi ed efficaci di chitarra. A questo si amalgamano in una perfetta intesa linee vocali pulite e orecchiabili e voci in growl: la sezione ritmica pompa l'armonia come il cuore fa con il sangue... insomma, un mix ben riuscito che rende il tutto un piatto davvero prelibato. Per quanto riguarda il genere musicale (seppur difficile definirlo), è un insieme di elementi deathcore e industrial metal e di tracce del metal più tradizionale. Per capire di cosa si tratta e coglierne l'originalità invitiamo i lettori più serrati ad ascoltarli: non c'è altra soluzione. Per concludere, si può dire che in una terra in cui la musica è messa agli ultimi piani, trascurata, e ridotta al mainstream, i Subliminal Fear riescono a rompere gli schemi della cultura di massa con del materiale che può ben reggere il confronto con molta musica di fama internazionale.
Escape from Leviathan è la terza incisione in studio della band. L'album presenta atmosfere distopiche e futuristiche dalle sfumature cupe, ma allo stesso tempo ogni brano è in grado di regalare una carica non indifferente: già dal primo ascolto ci si sente catapultati in Metropolis di Fritz Lang. I tappeti elettronici fanno da terreno fertile per riff precisi ed efficaci di chitarra. A questo si amalgamano in una perfetta intesa linee vocali pulite e orecchiabili e voci in growl: la sezione ritmica pompa l'armonia come il cuore fa con il sangue... insomma, un mix ben riuscito che rende il tutto un piatto davvero prelibato. Per quanto riguarda il genere musicale (seppur difficile definirlo), è un insieme di elementi deathcore e industrial metal e di tracce del metal più tradizionale. Per capire di cosa si tratta e coglierne l'originalità invitiamo i lettori più serrati ad ascoltarli: non c'è altra soluzione. Per concludere, si può dire che in una terra in cui la musica è messa agli ultimi piani, trascurata, e ridotta al mainstream, i Subliminal Fear riescono a rompere gli schemi della cultura di massa con del materiale che può ben reggere il confronto con molta musica di fama internazionale.
Ascoltare per credere!
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| La copertina di Escape from Leviathan, il terzo album dei Subliminal Fear |


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