INTERVISTA AL RAPPER BARLETTANO McTOWER
D: Da quanto rappi?
R: Rappo da 11 anni (precisamente il 13 luglio del 2005). Sono sempre stato legato alla musica: da piccolo suonavo la batteria. Il mio primo approccio vero e proprio con la musica è stato come batterista in un gruppo punk. Successivamente sono passato in gruppo blues, dove per la mancanza di
una batteria mia, ho iniziato a cantare alcuni testi scritti dal mio maestro di quel tempo. Di lì a poco ho cominciato a scrivere testi miei e ho notato che mi risultava più semplice scrivere in rima, quasi a mo' di filastrocca. Le prime esperienze con l'hip hop sono arrivate dopo qualche tempo grazie all'influenza del liceo classico (come punto di ritrovo, io non ero uno studente di quella scuola): erano i tempi di Fabri Fibra, Bassi Maestro e Mondo Marcio (in quel periodo qui a Barletta si incontravano rapper, writer, beatboxer etc.). Quell'aria non poteva non lasciare affascinato un appassionato di musica, e così iniziai con il freestyle.
D: Hai mai fatto altre discipline oltre l'MCing?
R: Tempo fa ho praticato per un po' di tempo il B-boying, poi sono passato al writing con lo pseudonimo di "Phantom". Ai primi contatti con questa disciplina ho avuto una brutta esperienza: in quel periodo nel mondo hip hop girava lo stereotipo del gangster e per una scritta fatta sul
muro sbagliato mi sono ritrovato in una rissa finita con una coltellata alla gamba, ma questo non mi ha demotivato e continuo tuttora.
D: Come progetti la realizzazione di un pezzo?
R: Quando ricevo i giusti stimoli li sfrutto per estrapolarne un tema, li frammento in concetti esprimibili e li butto su carta; penso sempre all'interezza del pezzo, e lo compongo. Considero ogni pezzo un tributo e una forma di sperimentazione.
D: Cosa ne pensi della situazione musicale italiana e di questo forte cambiamento nel rap?
R: Chi pensa che la trap sia la rovina dell'hip hop non capisce nulla. L'hip hop ha vissuto tante fasi e sottogeneri; ad esempio ai miei tempi il "cancro" dell'hip hop era il reggaeton alla Sean Paul, o alla Papi Chulo. L'hip hop è un genere molto facile da approcciare e da incrociare con altre forme musicali: fare i puristi non serve a niente, studiare e comprendere questa cultura in tutte le sue forme resta la chiave.
D: Quali sono i tuoi artisti preferiti?
R: Alcune delle mie preferenze sono molto distanti dall'hip hop: The Protomen, i Sonata Artica, i Tool, Paganini e B. B. King. Nell'hip hop invece i miei artisti preferiti sono Rancore, Hyst, Snak the Ripper, Jedi Mind Tricks e i Colle der fomento.
D: Da chi o cosa trai ispirazione per i tuoi dischi?
R: Ho avuto molte ispirazioni e ogni mio disco ha ispirazioni e messaggi differenti, i più vecchi con testi più ironici e i più recenti con concetti più complessi. Nel primo disco ("713") le ispirazioni erano Huga Flame, Jesto, Hyst, Saga, Colle der fomento, DMX e Xzibit. Nel mio "periodo politico" ho scritto il secondo disco più maturo, "World in my eyes". Sono stato ispirato da studi autodidatti di filosofia e psicologia (Jung, Schopenauer). "-sion", il disco che sto per completare, è ispirato a Lovercraft, Stefano Benni, Nietzche, The Protomen e dalla letteratura fantasy e di fantascienza in generale.
"-sion", l'ultimo lavoro di McTower, è un concept album nel quale i titoli hanno in comune il suffisso "-sion". Le collaborazioni non sono ancora pubbliche, tranne alcune fin troppo ovvie come ad esempio quella con il produttore dei suoi primi dischi Nicola Monopoli, che lo ha aiutato in quest'ultimo disco come tecnico del suono, e quelle con Maks, Soul2, M liar, Saito(3k). "-sion" è la storia di un megalomane che aspira a conquistare il mondo e che mentre tenta di realizzare la sua ambizione scopre la verità dietro l'illusione che viviamo, dietro la stessa realtà in una saga che mescola epico, biblico e metafisico.

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